BRIVIO, NOME COMUNE DI ATTEGGIAMENTO CLERICALE
di Sergio De Muro*
Un’altra brutta pagina della storia del PD Lecchese è stata scritta il 9 marzo 2010 nell'aula consiliare del Comune di Brivio.
Brivio, Comune di Brivio provincia di Lecco sala consiliare, la sera del 9 Marzo del 2010 alle ore 20,30 riunione del Consiglio Comunale, al primo punto dell’ordine del giorno si dibatte di una mozione per l’istituzione del Registro delle Dichiarazione Anticipate di Trattamento sanitario, dette testamenti biologici, servizio che molti comuni, compresi anche quelli del comprensorio meratese non lontano da Brivio, stanno mettendo a disposizione dei loro cittadini in modo da evitare altre vicende drammatiche come quella di Eluana Englaro e della sua famiglia. Quindi nessuna regolamentazione sull’argomento, ma solo un servizio a disposizione delle autorità sanitarie e delle persone interessate al fine di informarle sulle scelte in ambito terapeutico dei cittadini che ritengono necessario farlo, nel malaugurato caso che al momento necessario non siano in grado di esprimerle attraverso il consenso informato perché incoscienti.
Prassi di buona amministrazione che altri comuni non lontani come Calco, Osnago e Cernusco Lombardone hanno ritenuto di mettere in atto, comuni, questi, come Brivio, retti da una maggioranza di centro sinistra e un’opposizione di centrodestra, favorevoli i primi, contrari i secondi, sia gli uni sia gli altri con le doverose eccezioni. Fin qui tutto secondo un copione consolidato, consolidato per molti ma non per gli eletti nel Comune di Brivio.
Come in un film di fantascienza, nemmeno di grande qualità, la maggioranza che governa il Comune di Brivio sembra vivere in un mondo parallelo e contrario.
In poche parole la mozione presentata dal consigliere di minoranza Giancarlo Redaelli della lista Trasparenza e Partecipazione in modo quasi speculare a tutte le altre amministrazioni comunali ha visto la minoranza di centro destra favorevole all’istituzione 2 membri su 3 (2 erano assenti di cui uno probabilmente anch’esso favorevole) e la maggioranza progressista?!?! schierarsi contro o astenersi, tranne che per un membro che si è dichiarato favorevole. Sindaco in testa, il sig. Motta ex segretario provinciale del PD lecchese, questa maggioranza si è contraddistinta portando come tesi contraria la difficoltà di produrre un regolamento adatto alla bisogna e la proposta di sostituire totalmente la mozione con una semplice raccomandazione e sollecitazione al Parlamento affinché legiferi sulla materia.
Proposta e problematica paventate identiche a quelle presentate dalla minoranza di centrodestra del Comune di Osnago.
Il presentatore della mozione ha ovviamente rifiutato di vedersi annullare del tutto la mozione per sostituirla con l’inutile e retorico emendamento, ed ha chiaramente messo a nudo il carattere pretestuoso della difficoltà di regolamentazione, facilmente risolvibile valutando le soluzioni messe in atto dalle altre amministrazioni che avevano già provveduto a fornirsi di un tale registro.
Messa ai voti la mozione, il risultato, per me decisamente vergognoso, è stato il seguente: Consiglio Comunale composto da 16 Consiglieri più il Sindaco, 3 Consiglieri assenti (2 di minoranza, 1 di maggioranza), voti favorevoli 4 (3 di minoranza, 1 di maggioranza), astenuti 3 (tutti di maggioranza), contrari 7 (6 di maggioranza, Sindaco in testa, 1 di minoranza). Valutate voi.
Cari cittadini di Brivio, grazie alla vostra amministrazione retta da una maggioranza di progressisti!? nessun progresso è stato fatto. Per cui dovrete continuare ad affidarvi al buon cuore degli altri, dagli angeli della morte fino ai più integralisti dei cattolici, nel caso finiste malauguratamente per ammalarvi senza poter usufruire del consenso informato per decidere le terapie a cui essere sottoposti o meno, fino ad arrivare al limite del calvario patito da Eluana e dalla sua famiglia.
Brivio, Virginio Brivio, ex Presidente della Provincia che, nonostante il discreto lavoro svolto, è riuscito a perdere alle ultime elezioni; esponente principale della mozione Franceschini alle primarie per l’elezione del Segretario del PD, mozione che ha subito una cocente sconfitta anche in quel di Lecco, lui, Virginio Brivio, è il candidato Sindaco che il PD e altre liste collegate oppone alle elezioni del Ministro Castelli a Lecco. Fin qui niente di strano o di nuovo. Ciò che fa specie è che il PD abbia accettato e sostenuto le sue scelte, anzi imposizioni, sulle candidature nella sua lista che si sono connotate con il rifiuto di accettare alcune persone troppo connotabili, all’interno o esterno al PD, con scelte di laicità nelle istituzioni. Questo certo non può meravigliare viste le sue posizioni integraliste sulla vicenda Englaro, inaccettabile è e rimane il tentativo di connotare in tal senso tutto il PD lecchese.
Se tali sono i contendenti alla poltrona di sindaco di Lecco (Castelli o Brivio) mala tempora currunt per le libertà civili, i diritti di tutti i cittadini di Lecco, chissà se entrerà in vigore l’obbligo del cilicio per accedere in Consiglio Comunale o per l’accesso agli stessi uffici Comunali.
Forse una speranza può risiedere nelle proposte di trasparenza, laicità, spirito di buona amministrazione rappresentate nel programma e dai curricula dei candidati di Forza Civica, c’è veramente da sperarlo.
*NOTE
Sergio De Muro è co-coordinatore della Cellula Coscioni Lecco
TESTAMENTO BIOLOGICO, SARA' PRESENTATA A BRIVIO LA PROPOSTA DI ISTITUZIONE DEL REGISTRO DEL DAT
Lecco, 8 marzo 2010
Comunicato stampa di Sergio De Muro, co-coordinatore della Cellula Coscioni Lecco
Anche a Brivio, grazie alla presentazione di una mozione del Consigliere di minoranza Giancarlo Redaelli della Lista Trasparenza e Partecipazione, si andrà a dibattere e decidere se istituire o meno un Registro per i Testamenti Biologici.
L'onda lunga che, a partire dal dibattito e approvazione di tale istituzione fatto a settembre dal Consiglio Comunale di Cernusco Lombardone, ha già coinvolto vari Comuni quali Osnago e Calco, lambisce ora il Comune di Brivio. Quello che è di fatto un semplice atto di buona amministrazione come il fornire uno strumento alla cittadinanza per una chiara espressione delle proprie volontà sulle scelte in ambito sanitario, a completamento del consenso informato, riveste in questo momento il ruolo di riaffermazione della laicità delle istituzioni intese come strumento a disposizioni di tutti, nessuno escluso.
La Cellula Coscioni Lecco sarà presente alla seduta del Consiglio Comunale di Brivio che si terrà il giorno 9 Marzo 2010 martedì alle ore 20,30, nel rispetto di tale organo istituzionale locale, ad esprimere materialmente la nostra vicinanza ed il nostro apprezzamento a quanto il Consigliere Redaelli sta facendo per i cittadini di Brivio e per la comunità della Provincia lecchese.
Cellula Coscioni Lecco
Un Coordinatore
Sergio De Muro
ELEZIONI REGIONALI, NOVELLA PLATANI SCRIVE AL PRESIDENTE NAPOLITANO
Lecco, 8 marzo 2010
Novella Platani, iscritta all'Associazione Radicali Lecco, scrive al Presidente Giorgio Napolitano in merito al decreto interpretativo proposto dal Governo Berlusconi che il Capo delo Stato ha controfirmato
Signor Presidente Napolitano,
se i militanti radicali, che si sono impegnati nella raccolta regolare delle firme, avessero comodamente eluso le regole previste, anche la lista Bonino Pannella sarebbe candidata in Lombardia. Invece ne è esclusa, per insufficienza di firme (difficili da raccogliere a causa dell’assenza di informazione politica da parte delle istituzioni e dell’impossibilità a reperire sufficienti autenticatori, come gli esponenti della lista hanno più volte, e da mesi, pubblicamente denunciato).
Forte della convinzione che le firme regolari valgano almeno il doppio di quelle “sanate”, desidero annunciarle che il 28 marzo, anche se a malincuore, andrò lo stesso a votare:
traccerò di mio pugno sulla scheda elettorale il simbolo della lista Bonino Pannella, che quindi sceglierò. Chissà che, allo scrutinio, la mia scheda non venga “interpretata” come valida.
Insieme ai saluti, la mia sincera solidarietà per gli sfregi subiti dalla sua preziosa carica istituzionale.
Novella Platani
(provincia di Lecco)
FINE VITA: LA DICHIARAZIONE VALE PER CHI LA FA NON PER TUTTI. QUELLO CHE SI RITIENE PECCATO NON PUO' ESSERE REATO.
di Virgilio Meschi*
Caro Francesco vorrei che leggessi con attenzione questa mia lettera aperta in merito ad una questione che ad entrambi sta particolarmente a cuore, anche se ci vede collocati su posizioni diverse. Continuo a darti del tu, come consuetudine tra di noi, e spero continueremo a farlo anche dopo questa "polemica". Parto dal fondo del tuo scritto.
Tu dici che nessuno possiede la verità assoluta. E qui siamo perfettamente d`accordo. Non lo siamo invece in merito al diritto che ognuno di noi possa o non possa decidere sulle modalità con cui voglia concludere la propria vita, ripeto la propria vita.
Dobbiamo infatti uscire una volta per tutte da questo equivoco da taluni portato avanti in buona fede, ma da altri in assoluta malafede: il DAT è una dichiarazione/direttiva che, ovviamente, interessa la propria persona, non altre persone. Quindi nessuno tra quelli che sostengono che nelle DAT si possano rifiutare idratazione e alimentazione intende imporre o negare a chicchessia tali trattamenti, ma intende solo lasciare la libertà di scelta al diretto interessato, qualora questi la voglia esprimere.
Come non può essere chiaro, semplice e lineare questo concetto?! A meno che si voglia sostenere che ognuno di noi non abbia il diritto di decidere il destino della propria persona. Non puoi trovare nella nostra costituzione un argomento a favore della tua tesi; neppure nel nostro diritto.
Solo se confondi ed assimili legge dello stato con legge della tua religione, quindi reato con peccato, allora puoi sostenere ciò che sostieni. Ed anche qui forse occorrerebbe fare dei distinguo importanti, considerando l`esistenza di opinioni contrastanti, anche nell`ambito delle stesse religioni, da parte di teologi e studiosi di tendenze diverse.
Personalmente ritengo che tu abbia il diritto di sostenere la sacralità e l`indisponibilità della vita, ma, allo stesso modo, pretendo che tu rispetti la mia opinione (religione, fede, filosofia o come meglio tu voglia definire il sentire intimo di ognuno di noi): la mia vita, ripeto la mia, è nella mia disponibilità. Posso digiunare ad oltranza e lasciarmi morire, posso suicidarmi, posso immolarmi per un ideale o una fede (molti lo hanno fatto, o no?). Io pretendo che tu rispetti questo mio sentire, semplicemente come io rispetto e difendo il tuo. Tu avrai invece diritto e dovere di intervenire quando la mia libertà dovesse andare a ledere la libertà e la vita altrui, ma non le mie.
In quanto alle sofferenze che tu descrivi nel morire di fame o di sete, sappi che nella morte naturale (quella dei nostri antenati per intenderci, che oggi è sempre meno frequente per via della medicalizzazione quasi globale di questo evento), è evenienza comune la naturale autoriduzione sino alla sospensione del cibo e dell`acqua. La sensazione di fame e di sete in una persona in stato terminale non è evidentemente la stessa che noi sperimentiamo abitualmente, tant`è che il rifiuto spontaneo di cibo e di acqua subentra naturalmente in questa fase di fine vita. Aggiungo che quando si accompagna verso la fine una persona malata è quasi sempre appropriato, anche dal punto di vista medico, diminuire sino a sospendere alimentazione ed idratazione, come è altrettanto appropriato utilizzare farmaci che riducono sofferenza, dolore, ansia e altri sintomi associati e non desiderati (cure palliative).
Sarebbe interessante ed auspicabile, e lo chiedo anche a te per il tuo ruolo nella pubblica amministrazione, organizzare qualche incontro in cui le tesi opposte di cui stiamo discutendo venissero trattate ed illustrate ai nostri concittadini interessati da parte di persone esperte, sia nel campo dell`etica, che della giurisdizione, che delle cure palliative.
Quanto alle provocazioni ed alle parole dai toni forti intercorse tra te e l`ottimo Sergio De Muro, io credo che queste potrebbero stemperarsi tranquillamente se ci fosse per voi la possibilità di parlare di questi temi di persona, magari in un contesto allo scopo preparato. La vostra intelligenza e la vostra buona fede me lo fanno ben sperare.
Virgilio Meschi
PS: mi spiegherai cosa tu intendi per "puro pensiero radicale"? Anche su questo sarebbe utile un confronto.
*NOTE
- Virgilio Meschi è co-coordinatore della Cellula Coscioni Lecco
- Il pezzo è stato pubblicato da MerateOnLine
REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI, DOPO CERNUSCO LOMBARDONE, CALCO E OSNAGO VOTAZIONE DELLA MOZIONE ANCHE A BRIVIO
Lecco, 5 marzo 2010
Da MerateOnLine
Dopo Cernusco Lombardone e Calco, ecco che la richiesta per l`istituzione del registro dei testamenti biologici ora arriva da Brivio. In particolar modo promotore dell`importante iniziativa è il consigliere comunale di “Trasparenza e partecipazione” Giancarlo Redaelli che ha voluto “impegnare l`amministrazione sul tema”.
In particolare il consigliere indipendente ha depositato proprio questa mattina la richiesta al primo cittadino di istituire tale registro dove ciascuno potrà manifestare la propria volontà per le cure e i trattamenti da ricevere, invitandolo anche a farsi promotore nella Conferenza provinciale dei sindaci, di una discussione in materia. Redaelli ha poi allegato il modulo debitamente compilato del proprio testamento biologico.






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