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GLI ULTIMI DITTATORI
Come rimuovere gli ultimi dittatori


COME RIMUOVERE GLI ULTIMI DITTATORI ENTRO IL 2025
di Mark Palmer

Il Ventunesimo secolo ci si presenta con due possibili scenari: con o senza i dittatori. Dobbiamo:

- Aumentare la consapevolezza che i dittatori potrebbero rendere il Ventunesimo secolo anche più sanguinoso di quanto hanno reso il Ventesimo;
- Evidenziare i benefici per la pace, la prosperità e la libertà di un mondo senza dittatori.


Dobbiamo conquistare una svolta concettuale, la convinzione che tutti i dittatori possono essere rimossi nello spazio di una generazione.

- Educare il mondo intero sull’enorme numero di dittatori estromessi dal potere nel corso dell’ultima generazione e sui metodi utilizzati;
- Ridefinire il potere e la sicurezza nazionali come diffusione della democrazia e alleanza tra le democrazie;
- Stabilire l’obiettivo di rimuovere tutti i dittatori entro il 2025.


Una nuova architettura del potere internazionale dovrebbe essere costruita per raggiungere questo scopo.

- La Comunità delle democrazie e la Nato devono essere trasformate in una alleanza democratica globale, con forze di intervento rapido, programmi regionali, e caucuses all’interno delle organizzazioni internazionali esistenti;
- La dittatura deve essere dichiarata un crimine contro l’umanità e i dittatori ancora al potere devono essere processati di fronte a tribunali internazionali;
- I democratici non governativi all’interno delle dittature devono organizzarsi ed essere riconosciuti come la legittima voce dei propri popoli.


Aprire, non tagliar fuori, le società chiuse è la chiave per il successo.

- Nuove politiche e priorità di spesa devono essere assegnate a programmi di apertura e di rimozione dei dittatori.
- I classici programmi di apertura devono essere riconcediti e nuovi programmi creati, ad esempio un fondo per la radio e la televisione indipendente. Le fondazioni private e le imprese devono avere un’attenzione maggiore alla promozione della democrazia.


Con una grande innovazione, dobbiamo istituire piani e programmi di sviluppo della democrazia per ogni restante dittatura. I piani dovrebbero includere:

- Assicurare che completino i tre stadi della crescita democratica entro una data convenuta;
- Creare un autonomo Centro internazionale dalla dittatura alla democrazia sponsorizzata dalla Comunità delle democrazie e dalle Nazioni Unite per condurre questi programmi;
- Fare dei democratici indigeni i protagonisti attraverso tavole rotonde e altri strumenti.


Una diplomazia centrata sulla democrazia trasforma le proprie ambasciate in case della libertà e i propri ambasciatori in combattenti per la libertà:

- Supportando visibilmente i democratici: incontri con loro, eventi simbolici, marce, spillette, cartelloni elettronici. Regolari conversazioni intorno al caminetto con i cittadini via radio, televisione, internet da parte di ambasciatori, presidenti, primi ministri, parlamentari;
- Perseguire il dialogo con il dittatore e il regime riguardo la transizione e l’esilio.


Mentre la forza è qualche volta necessaria, dobbiamo aumentare la comprensione della natura e del potere del conflitto nonviolento nel deporre i dittatori.

- I risultati sono impressionanti; le capacità possono essere insegnate;
- Insegnare la strategia e le tattiche per una campagna nonviolenta in due stadi per deporre un dittatore;
- Enfatizzare il ruolo cruciale che gli esterni possono giocare.


E’ importante focalizzare l’attenzione su ciascuno degli Ultimi 45 in quanto singolo dittatore; non deve essere consentito ai dittatori di nascondersi dietro un regime, o una cultura, o un paese.

- Fare un rapporto annuale su ciascuno dei Meno Ricercati e pubblicizzarli al meglio, nelle lingue chiave.
- Sviluppare e mantenere aggiornata un’incriminazione per ciascuno.


Sviluppare un piano di azione comprensivo per ognuno delle regioni e dei paesi che ancora soffrono a causa dei dittatori combinando tutti gli elementi raccomandati in questo libro.

- Riconoscere che la priorità più grande deve essere data ai più grandi problemi rimanenti: il Medio Oriente e la Cina.
- Lavorare con diverse coalizioni di nazioni democratiche e democratici interessati.
- Focalizzare le sanzioni sui dittatori, non sulle popolazioni.


La Comunità delle democrazie deve adottare questo’obiettivo comune: tutti i dittatori fuori entro il 2025. Deve quindi utilizzare la sua maggioranza all’interno delle Nazioni Unite per far sì che questo programma e obiettivo sia adottato quale politica e legge internazionale cogente. La rimozione dei dittatori deve essere portata dai margini al centro della politica estera e di sicurezza nazionale. I progressi nel corso dell’ultima generazione sono incoraggianti. Ora lasciateci finire il lavoro.




Estratto dal libro “Breaking the Real Axis of Evil. How to Oust the World’s Last Dictators by 2025”, Rowman & Littlefield, Lanham, 2003.

Mark Palmer é stato ambasciatore in Ungheria e ha ricoperto cariche politiche all’interno del Dipartimento di stato sotto le presidenze di Nixon, Ford, Carter, Reagan e Bush padre. E’ stato uno dei primi investitori nell’Est Europa dopo il crollo dei regimi comunisti e ha contribuito alla creazione di 5 emittenti televisive indipendenti in Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Romania e Ucraina.
Da studente ha preso parte al movimento per i diritti civili statunitense, mentre più di recente ha partecipato alle marce contro Milosevic per le strade di Belgrado ed è uno dei promotori della Comunità delle democrazie. Attualmente è vicepresidente di Freedom House.
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