COMUNICATI STAMPA
Comunicato di Luca Perego, segretario Associazione Radicali Lecco, e Valerio Federico, segretario Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano.
Il comunicato stampa è stato pubblicato da La Gazzetta di Lecco.
Apprendiamo che da oggi è in corso l’iniziativa lanciata da Giuliano Ferrara “Acqua per Eluana Englaro”, che consiste nel portare bottiglie di acqua sul sagrato del Duomo di Milano così da soddisfare la presunta sete di Eluana.
Il direttore de Il Foglio lancia la proposta sostenendo la necessità di “dare da bere agli assetati” e contro la “necrofilia secolarista”.
Ebbene, di fronte a questo ennesimo attacco da parte di chi continua a ritenere, a quanto pare, che la dottrina e il dogma della Chiesa Cattolica Romana debbano godere di maggiore rappresentanza e legittimità nell’ambito dei tre poteri dello Stato (quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario), schierandosi apertamente contro la libertà di scelta della persona, l’Associazione Radicali Lecco e l’Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano lanciano una contro iniziativa, “La sola sete di Eluana: la libertà”, invitando i cittadini a porre vicino alle bottiglie di acqua un foglio menzionante l’art. 32 della Costituzione italiana, comma 2 “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, l’art. 1 della Convenzione di Oviedo, che sancisce “Le Parti di cui alla presente Convenzione proteggono l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità e garantiscono ad ogni persona, senza discriminazione, il rispetto della sua integrità e dei suoi altri diritti e libertà fondamentali riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina”, l’art. 9 della stessa che dichiara “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione” e, infine, due brevi ma significativi frammenti della sentenza della Corte d’Appello di Milano laddove si dichiara che Eluana si trova in “un persistente Stato Vegetativo con tetraparesi spastica e perdita di ogni facoltà psichica superiore, quindi di ogni funzione percettiva e cognitiva e della capacità di avere contatti con l’ambiente esterno” (pag. 2) e in lei non “vi è alcuna capacità di risposta comportamentale volontaria agli stimoli esterni (visivi, uditivi, tattili, dolorifici)” (pag. 22).
Luca Perego, segretario dell’Associazione Radicali Lecco, dichiara “diamo il via da subito a questa iniziativa per rispondere all’ideologia clericale che da qualche tempo oramai ha colpito Giuliano Ferrara, con il fine di ribadire la sovranità dello Stato e della nostra carta costituzionale su fondamentalismi di ogni genere e forma. Dato che nel nostro Paese lo Stato di Diritto è merce rara, vediamo di non delegittimare l'ondata di libertà e legalità derivante dalla sentenza di Milano”
Valerio Federico, segretario di Radicali Milano conclude:”continua l'opera di sacralizzazione a 360° di Ferrara: dallo zigote all'embrione, dall'acqua alla carta del suo giornale”
Comunicato dei coordinatori della Cellula Coscioni Lecco Dott. Virgilio Meschi e Sergio De Muro all'Ordine dei Medici di Lecco e in particolare modo al Dott. Angelo Villa
In riferimento alle dichiarazioni del dottor Angelo Villa in merito alla sentenza dei giudici milanesi sul caso Eluana Englaro, riportate da alcuni organi di informazione, in qualità di Coordinatori della Cellula Coscioni e, ancor di più, in quanto cittadini di uno Stato che si presume libero, laico e democratico, vorremo precisare quanto segue
Il dottor Angelo Villa è stato presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Lecco ed attualmente riveste la carica di consigliere.
Le dichiarazione del medico, tra l’altro espresse, se correttamente riportate, con tono intimidatorio, sembrerebbero esprimere la posizione ufficiale dell’ordine professionale, mentre esse rappresentano un’opinione di un iscritto, nonché consigliere dello stesso.
Abbiamo buone ragioni di pensare che dette posizioni non siano rappresentative della più parte dei medici, almeno di quelli che nella loro pratica professionale si trovano a dover affrontare frequentemente le tematiche del “fine vita”.
A tale proposito sarebbe molto utile che lo stesso Ordine dei Medici, anche a livello nazionale, si facesse promotore di indagini conoscitive in merito a tale tematica, nella quale il gap tra ciò che si dice nelle occasioni pubbliche e ufficiali e ciò che si pratica nella quotidianità è notoriamente assai ampio.
Gli scriventi coordinatori della Cellula Coscioni di Lecco, ritenendo che i giudici milanesi abbiano svolto il loro dovere con buon senso, si augurano che la politica intervenga al più presto a livello legislativo, promulgando norme relative alle direttive anticipate (o testamento biologico) atte a prevenire per il futuro iter giudiziari interminabili, causa di inutile sofferenza e di mancato riconoscimento di diritti civili inalienabili, quale quello all’autodeterminazione dell’individuo in merito alle cure mediche.
Dottor Virgilio Meschi
Sergio De Muro
Coordinatori Cellula Coscioni Lecco
Comunicato congiunto delle Cellule Coscioni di Lecco e Milano
CASO ENGLARO – De Muro e Federico: “Dalla sacralizzazione di zigoti ed embrioni si passa, finalmente, al diritto di ogni persona di scegliere sulla propria vita”
Appresa la notizia favorevole a Eluana Englaro e alla sua famiglia Sergio De Muro e Valerio Federico, coordinatori rispettivamente delle Cellule Coscioni di Lecco e di Milano hanno dichiarato:”Pensavamo che fosse solo l’ennesima tappa del calvario. Invece, a sorpresa, è diventata l’ultima e la più positiva per Eluana Englaro, che da sedici anni viene tenuta in vita in coma irreversibile contro la sua volontà espressa prima dell’incidente, e di suo padre Beppino, che ha sempre lottato per far esaudire la volontà della figlia”.
De Muro e Federico proseguono: “Finalmente dopo sedici lunghi e sofferti anni, a prezzo di grandi sacrifici dei genitori di Eluana, finalmente, grazie alle battaglie di Luca Coscioni, Piero Welby, Giovanni Nuvoli, finalmente, dopo i digiuni, le manifestazioni, le firme e gli appelli di centinaia di migliaia di cittadini, FINALMENTE la Cassazione e ora la Corte di Appello di Milano hanno ristabilito lo stato di diritto, riconoscendo la piena libertà di scelta di Eluana Englaro, libertà sancita dall'Art. 32 della Costituzione Italiana oltre che dalla Convenzione di Oviedo”.
Sergio De Muro aggiunge:” una sentenza che non lascia dubbi e fa storia, divenendo importante testimonianza di rispetto di un diritto e del Diritto, un punto di riferimento per tutti coloro che chiedono il semplice rispetto della propria libertà di scelta. Per tutto questo vogliamo ringraziare di cuore Beppino Englaro per tutto l'impegno, la fatica, la sofferenza che ha dovuto portare sulle spalle e lo stringiamo in un lungo abbraccio liberatorio”.
Conclude Valerio Federico:” Proprio nella regione italiana da anni “all’avanguardia” nel non garantire ai cittadini alcuni diritti individuali sanciti dalla legislazione italiana ma sempre pronta a sacralizzare zigoti ed embrioni, si chiuderà una vicenda tragica riaffermando pienamente il diritto di ogni persona di scegliere sulla propria vita”.
Lettera di Luca Perego pubblicata da Il Giornale di Lecco di lunedì 21 gennaio 2008
Egregio Direttore,
rileggendo le dichiarazioni rilasciate dall’assessore Fortino non riesco a capacitarmi di come una rappresentante politica il cui fine dovrebbe essere quello appunto di rappresentare qualcuno, cioè i cittadini tutti, possa arrivare a pronunciare parole così violente e omofobe nei confronti di una parte della cittadinanza.
Non riesco a concepire come una personalità politica di medio rilievo come l’assessore Fortino possa arrivare a definire le persone di diverso orientamento sessuale “innaturali”. L’integralismo dell’assessore mi lascia senza parole. Al di la della mia personale convinzione che i termini naturale/innaturale siano molto relativi, domando all’assessore per le politiche sociali e della famiglia che cosa intende per naturale? Forse il dogma ultraterreno e che con la fede non ha nulla a che fare quale è, tanto per porre un esempio, la verginità prematrimoniale. Un feticcio, questo, a cui i vari fondamentalismi religiosi (diversamente dalle versioni di religiosità o fede civile e/o riformata) si aggrappano da secoli per potere condannare o mettere al rogo qualcuno. In passato erano le donne, nel presente queste ultime (data la legge 40, data la moratoria sull’aborto) si trovano in ottima compagnia con omosessuali, transessuali e altre persone di altro orientamento sessuale che discernerebbero da quelle "naturali".
Ma quando la politica cesserà di pensare cosa un qualunque cittadino fa nella propria stanza da letto per iniziare a proporre soluzioni alle vere necessità? Quando si comincerà a smettere di pensare cosa fa una persona dalla vita in giù, per ricercare o scoprire le sue potenzialità dal collo in su? Temo troppo tardi!
Insomma, abbiamo un’assessore comunale che rilascia dichiarazioni degne del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad (pure lui un laico d’altronde, pensi Sig.ra Fortino quanta assonanza), come se non bastasse membro di un partito che si dichiara per la libertà. Io credo che l’assessore Fortino non abbia la minima idea di cosa questo termine significhi.
Così come per i preservativi. Grazie a Dio esiste la Levi’s che tratta
coraggiosamente il problema AIDS, e dico coraggiosamente perché questo è un Paese dove ancora parlare del virus HIV è un tabù e nel quale continua ad esserci una pessima informazione sessuale nelle scuole (materia che viene, guarda caso, confusa con l’educazione, cosa estremamente diversa perché soggettiva), un Paese dove il maggior numero di donne che decidono di abortire sono ragazze giovani e immigrate, le prime, appunto, perché vittime di una cattiva informazione, le seconde perché costrette a subire violenze sia nel paese di origine sia qui. La vera moratoria la si attua attraverso le leggi, attraverso il legiferare, attraverso i referendum, non con le dottrine o con l’astinenza (quest’ultima una scelta legittima e rispettabilissima se personale, ma suicida e senza senso se proposta in ambienti scolastici).
Per favore, assessore Fortino, eviti di parlare di “imposizione di stili di vita”, ché in questa nostra Italia lo scorso 1 dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS, non solo non ho visto uno straccio di spot pubblicitario (in realtà è stato girato, ma sfido chiunque a ricordarsi quando è andato in onda!), ma i soli a trattare il problema AIDS a Lecco, distribuendo volantini e preservativi in piazza, eravamo noi Associazione Radicali Lecco e l’Associazione Renzo&Lucio. Cara assessora, quel giorno abbiamo messo in campo ciò che avrebbe dovuto organizzare un’istituzione laica rispondente ai bisogni dei cittadini invece che a ideologie vaticane; eviti di parlare di “imposizione di stili di vita” data la cultura genocida antipreservativo che da anni lo Stato oltre Tevere promuove in Africa, e che è cosa ben diversa dall'attività svolta dai missionari cattolici e non.
Infine, se da liberale sarei prontissimo a difendere la sua libertà di espressione qualora questa le venisse negata, allo stesso tempo mi spaventa che una personalità politica attacchi pubblicamente e così ferocemente le libere scelte di un’azienda privata e che la stessa definisca una parte dei cittadini che rappresenta protagonisti di atteggiamenti “innaturali”, ricordandole, qualora se lo fosse dimenticato, che il suo lavoro consiste nel rappresentare sia coloro che hanno votato il Sindaco di cui lei è diretta espressione sia quelli che non l’hanno votato.
Preannunciando la mia iscrizione all’Associazione Renzo&Lucio, mi unisco a Luca Cesana dei Riformatori Liberali nel chiedere all’assessore Fortino di porgere delle scuse alle persone di diverso orientamento sessuale o, in caso contrario, di dimettersi.
Cordiali Saluti
Luca Perego
segretario Associazione Radicali Lecco
In risposta ad una lettera
Lettera di Bruno Fabretto pubblicata da La Provincia del dicembre 2007.
Cara Provincia,
Nella lettera, pubblicata il 5 dicembre, la signora Donatella Beretta fa alcune severe e dure riflessioni sulle parole pronunciate da Marco Pannella nella conferenza stampa del 13 Luglio scorso sulla base di quanto riportato e argomentato da un articolo del mensile La Voce speditole regolarmente dalle Figlie di Santa Maria della Provvidenza.
Rispetto per la sofferenza e la fede, ma non per la manipolazione dei fatti e il pregiudizio.
Quella conferenza stampa, visibile sul sito http://www.radioradicale.it/scheda/230860, fu organizzata dall'Associazione Luca Coscioni nella drammatica circostanza del sequestro e della tortura subita dal compianto Giovanni Nuvoli. Un caso di normale accanimento terapeutico emerso e conosciuto solo a seguito della battaglia civile e politica condotta da Piergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione, morto il 20 dicembre 2006 nelle note circostanze e polemiche.
La signora, che insegna, oltre ad insistere giornalmente con i suoi alunni affinché passi il messaggio che prima di tutto viene il rispetto per gli altri e per le loro idee dovrebbe, per il suo alto compito, essere anche d'esempio. Perché quel messaggio ha valore solo quando e se le idee degli altri non coincidono con le nostre.
Spero che i citati alunni leggano questa lettera affinché possano apprendere il valore delle fonti d'informazione, distinguere i fatti dalle opinioni e accrescere la loro capacità di critica.
Il commento alla lettera della signora Donatella, sulla distanza tra chi vive di politica e la gente, qualche volta è solo un luogo comune, ma in questo caso, proprio su questo tema, è troppo vicino a noi e reale il dramma di Eluana Englaro e la volontà di nasconderlo, di negarle cittadinanza buttandola in anti-politica.
Il 18 Gennaio prossimo, giorno del compleanno di Eluana, lo ricorderemo alla città con un'altra fiaccolata.
Saluti
Bruno Fabretto
Contro l'illegalità del Comune, per il referendum comunale
Lettera di Luca Perego pubblicata da La Gazzetta di Lecco di sabato 23 giugno 2007
Egregio Direttore, negli ultimi anni in Italia si sono moltiplicate le consultazioni referendarie comunali, questo è avvenuto grazie soprattutto all’approvazione della legge 142/1990 e, più di recente, al Decreto Legislativo 267/2000, attraverso cui questo strumento è divenuto contenuto obbligatorio degli statuti comunali (e provinciali).
Il Comune di Lecco prevede all’art. 22 del proprio statuto la possibilità di promuovere referendum consultivi (in realtà il decreto appena citato parla di libera scelta da parte del comune di prevedere referendum consultivi, propositivi, confermativi, dispiace che la nostra amministrazione abbia optato soltanto per una possibilità su tre, ma meglio di niente), a questo punto il singolo cittadino lecchese dovrebbe avere la possibilità di proporre un referendum, peccato non possa farlo per un motivo molto semplice: manca il regolamento “sulla partecipazione e sull’accesso agli atti” di cui si accenna al comma 4, ciò che potremmo definire più semplicemente regolamento attuativo (modalità della raccolta firme, modalità e procedure di voto, termini entro i quali il consiglio comunale deve indire l’iniziativa, tempi ed estremi per il giudizio di ammissibilità, ecc.).
Ora, siamo a conoscenza del fatto che della questione si è cominciato a discutere in sede di commissione, ma questo non ci da, purtroppo, alcuna certezza sui tempi e soprattutto su ciò che ne verrà fuori. Da sempre i radicali sono affascinati dallo strumento referendario e oggi vediamo la necessità di proporre questa soluzione di fronte a questioni che stanno dividendo molto la volontà dell’amministrazione da quella dei cittadini e da cui dipenderà il futuro della nostra città, penso in particolar modo al porto alle Caviate.
I radicali si sono già espressi su questa materia, sottolineando sì la necessità di costruire strutture e infrastrutture che possano favorire il turismo, porto compreso, ma entro determinati limiti che possano essere sostenibili per la città. Questo progetto è, invece, spropositato nelle dimensioni e irragionevole per l’area in cui verrebbe costruito. Di fronte a tutto questo riteniamo non siano sufficienti le proposte di mediazione venute da alcune forze politiche di entrambi gli schieramenti, mediazioni o compromessi che risolverebbero, soltanto in minima parte per altro, il problema grandezza ma non certo quello relativo all’area.
Detto ciò, la conclusione è semplice, il Comune di Lecco si trova attualmente in uno status di illegalità, prevedendo una tipologia di referendum che non può essere promossa in mancanza del regolamento che spieghi come procedere e con una negazione di fatto ai cittadini di promuovere qualcosa stabilito obbligatoriamente per legge. Per questo motivo annuncio che nelle prossime settimane l’Associazione Radicali Lecco avvierà una serie di azioni non violente (da sit-in di protesta davanti al comune a scioperi della fame e, se necessario, della sete) volte a superare questa gravissima fase attuale ed ottenere un minimo di legalità, almeno laddove c’è in gioco la sola forma di democrazia diretta possibile.
Vorrei concludere sottolineando che avremmo voluto tentare di fare pressioni utilizzando altri canali, penso, per esempio, al difensore civico (previsto dall’art. 27 dello statuto comunale), ma questa figura è ancora in attesa di essere nominata nonostante se ne parli da mesi e pur essendo stato chiuso il bando a febbraio (dando comunque atto al comune l’importanza di averne riconosciuto la figura, non essendo essa obbligatoria). Un motivo in più, insomma, per dare sostanza a questa nostra campagna per la legalità.
Perché dico sì al referendum
Lettera di Luca Perego, pubblicata dalla Gazzetta di Lecco di sabato 28 aprile
Egregio Direttore, annuncio la mia personale adesione al Comitato Promotore del referendum sulla legge elettorale, nell’auspicio e nella speranza che mi vorrà e potrà seguire in questa scelta anche il resto dell’Associazione Radicali Lecco di cui sono segretario.
Sono tutt’altro che convinto della proposta referendaria, sono molto scettico e provo qualche perplessità ma, da radicale, credo che il referendum sia uno dei più grandi mezzi di azione politica e soprattutto possa servire a fare pressioni sul Parlamento perché eviti di approvare una nuova legge in maniera completamente partitocratica, tenendo allo scuro del suo contenuto i cittadini, i quali ne verrebbero a conoscenza soltanto una quindicina di giorni prima del voto per passaparola, per “necessità” o quant’altro.
Decido, inoltre, di aderire al Comitato Promotore perché non mi convince il dibattito attuale che si è venuto a creare tra le forze politiche, nessuna delle proposte seriamente prese in considerazione chiede, per esempio, di reintrodurre il sistema delle preferenze (è incredibile oppure no che in un Paese che si definisce democratico gli elettori sono obbligati a votare il candidato imposto dalle segreterie partitiche?); è vero che il referendum non cambierebbe nulla in tal senso, il referendum, infatti, in Italia è soltanto abrogativo ed essendo attualmente il sistema a liste bloccate non è stato possibile per i referendari proporre qualcosa di alternativo, ma daremmo la possibilità ai cittadini di sapere che tipo di legge elettorale si troveranno di fronte al momento del voto, e questo credo sia fuor di dubbio.
Il nostro motto, il motto della Rosa nel Pugno, durante l’ultima campagna elettorale è stato “alternanza per l’alternativa”, ebbene questa credo sia un’ulteriore, logica motivazione per aderire al Comitato Promotore. Il referendum, qualora vincessero i sì, non introdurrebbe un sistema maggioritario puro all’americana, come da sempre chiedono i radicali, ma almeno reintrodurrebbe e salvaguarderebbe un maggioritario imperfetto, con la possibilità dell’alternanza tra due schieramenti (o liste), dando la possibilità ai cittadini di continuare a scegliere pre elettoralmente il futuro Governo del Paese ed evitando il ritorno alla pratica proporzionalista pura che prevede la formazione di un Governo scelto, ancora una volta, dai partiti immediatamente dopo la fase elettorale.
Se a tutto ciò aggiungiamo i continui attacchi al referendum sollevati da quasi la totalità delle forze politiche, le solite minacce del solito Mastella (anche qui mi chiedo ma quale serio democratico, per di più Ministro, minaccerebbe le dimissioni, e di fatto la crisi di Governo, se passasse il referendum?), le assurde richieste di rinvio della raccolta firme, le altrettanto assurde accuse di incostituzionalità e le sconcertanti parole del Presidente della Camera Bertinotti sul leso “buon servizio alla democrazia” (io penso, invece, che mai una forma di democrazia diretta qual è il referendum possa risultare un cattivo servizio alla democrazia), se sommiamo tutto ciò arriviamo ad un’automatica quanto necessaria conclusione, cioè quella di aderire al Comitato e battersi perché possa avere luogo il referendum.
Un secco no a quel porto
Comunicato dello SDI Lecco e Associazione Radicali Lecco pubblicato da La Gazzetta di Lecco e da Il Giornale di Lecco del marzo 2007
Le politiche di sviluppo dell’edilizia privata e pubblica che caratterizzano da anni sia la presente che la passata amministrazione comunale di Lecco ostentano la risoluta volontà di contravvenire a qualsiasi criterio di rispetto ambientale, architettonico e di coerente sviluppo urbanistico del territorio cittadino, lasciando ampio spazio a mostruosità edilizie che deturpano i quartieri cittadini.
Un po’ ovunque sta salendo la protesta dei cittadini residenti per gli obbrobri che via via in numero sempre maggiore rendono la vivibilità e la circolazione più problematiche e lo stesso valore degli immobili depauperato.
Ultima, ma solo in ordine di tempo, di queste scelte, è lo scempio rappresentato dal progetto del porticciolo, diminutivo assolutamente immeritato, in zona Caviate, e la contemporanea costruzione, non lontano dalla riva del lago, di una serie di palazzoni di otto piani (per una cubatura totale di 51.000 mc su una superficie di 11.000 mq); questo progetto comporterà sicuramente una ulteriore serie di infrastrutture necessarie per la sua fruibilità.
Questa immensa colata di cemento nella parte nord di Lecco prevede l’accessibilità ad oltre 350 natanti che, nei momenti di maggiore afflusso, comporterebbero una concentrazione di autoveicoli, con ingorghi e inquinamento davvero insostenibili.
Questo progetto comporta, inoltre, un fronte di palazzoni che nasconderebbero la vista del lago a buona parte della città a cui si stanno opponendo gli abitanti della zona , che con un semplice passaparola hanno già raccolto oltre 200 firme.
Lo SDI cittadino e l’Associazione Radicali Lecco intendono rispondere in modo categorico assicurando il sostegno contro tale progetto dannoso per la città e che non andrà a favore del bene pubblico, della vivibilità, dell’ambiente, dalla già compromessa armonia urbanistica.
Lungi dal voler porre ostacoli basati su posizioni preconcette a progetti che aiutino il necessario decollo, anche turistico, della asfittica economia cittadina , sofferente per il progressivo abbandono delle realtà industriali, non siamo disponibili a progetti con fini prettamente speculativi spacciati per soluzioni utili allo sviluppo.
Pertanto l’Associazione Radicali Lecco e lo SDI cittadino rendono nota la loro intenzione di portare avanti una pressante campagna di sostegno a difesa del tessuto urbano, edilizio e sociale della nostra città ed al suo sviluppo sostenibile a cominciare dall’appoggio alla protesta degli abitanti del quartiere Santo Stefano, vittima designata del detto Porticciolo. Invitiamo tutte le forze politiche, sociali e le associazioni presenti nella nostra città ad unirsi per elevare azioni incisive e pubbliche.
A breve comunicheremo le nostre prime iniziative di sostegno aperte alla partecipazione di tutti coloro che hanno a cuore la città.
Eutanasia: parliamone
Dichiarazione di Luca Perego (Segretario Radicali Lecco) pubblicata da La Gazzetta di Lecco di sabato 21 ottobre 2006:
è assolutamente importante che, anche a livello locale, il dibattito su eutanasia e testamento biologico non si spenga. Rivolgiamo, dunque, un appello ai cittadini e a tutte le forze politiche e sociali del territorio: evitiamo, per favore, di rimettere in un angolo questa importante battaglia di civiltà. E’ da intendere in tal senso, ovviamente, il dibattito di venerdì prossimo, promosso dall’Associazione Radicali Lecco e dalla Cellula Coscioni e che vede l’importante contributo partecipativo del Segretario Cittadino della Margherita Mario Tavola. Eluana Englaro e Piergiorgio Welby non possono più aspettare.
Avviamo immediatamente, prima che sia troppo tardi, un dibattito pubblico su Eutanasia e Testamento Biologico
Pubblicato da Il Giornale di Lecco di lunedì 2 ottobre 2006
Il Caso Welby è solamente, se tale avverbio si può utilizzare in drammi di questa portata, la punta di un iceberg fatta di dolore fisico e, spesso, ancor più, mentale cui sono costrette persone alla fine oramai della loro vita. A queste non è permesso di uscire da quel baratro di accanimento terapeutico ed etica cattolico-clericale che pretende ergersi a legge dello Stato.
Vicino e, nel contempo, nascosto alla vista dei nostri concittadini, tranne quando il sommesso grido di dolore del padre riesce a bucare la colpevole cappa mediatica, un altro di questi terribili drammi, che rasentano i confini della tortura, si ripete immancabilmente da 15 anni per una giovane donna colpevole solo di essere stata vittima di un gravissimo incidente e di essere vittima ora della pervicace volontà di mantenerla in vita nonostante tutto.
Per questi ed altri molti troppi casi, anche di Eutanasia bianca, quale Associazione Radicali Lecco chiediamo a tutti ed in particolare ai media ed alle forze politiche e sociali presenti sul territorio di dare vita ad un dibattito chiaro ed aperto così da rendere la cittadinanza partecipe della necessità di scrivere regole certe su questo grande problema di civiltà.
Giunta di Segreteria Radicali Lecco
Replica a Luca Cesana e ai Riformatori Liberali
Pubblicata da Il Giornale di Lecco di lunedì 1 maggio 2006
Vorrei rispondere alla lettera di Luca Cesana, apparsa su questo giornale lunedì 1 maggio 2006, invitando il Presidente dei Riformatori Liberali a essere propositivo, invece di attaccare in continuazione la sola forza politica nel panorama italiano, i Radicali Italiani della Rosa nel Pugno, che è realmente liberale, e non solo a parole, che si propone con un programma liberista in economia, i riformatori liberali si leggano il programma di Welfare to Work, e che non ha mai cessato di fare battaglie libertarie con il fine di una sempre maggiore espansione delle libertà individuali, tematiche che, a quanto pare, i Riformatori Liberali hanno deciso di ignorare completamente, o quasi.
Marco Pannella, Emma Bonino e Daniele Capezzone, con la Rosa nel Pugno, stanno tentando un’operazione non di certo semplice e scontata: riformare la sinistra italiana, rendendola più liberale e moderna. Ciò non significa che il centrodestra lo sia già, anzi, il problema è che un’operazione di questo tipo, nell’attuale Casa delle Libertà, è praticamente impossibile, basta osservare con attenzione i risultati ottenuti dopo cinque anni di governo.
Mentre la Rosa nel Pugno sta continuando a far valere il suo programma sia a livello nazionale che a livello locale, i Riformatori Liberali, dopo essere stati schiacciati da Berlusconi stesso (non gli è stato concesso di presentare la lista alle politiche e vi è un solo eletto in Forza Italia, contro i 18 eletti della Rosa nel Pugno), non fanno altro che attaccare la RNP per un po’ di visibilità.
Noi della Rosa nel Pugno, Radicali e SDI, riteniamo che oggi sia quanto mai necessaria a Lecco una reale alternativa al governo della città e questa alternativa è rappresentata da Alfredo Marelli. I radicali e il candidato sindaco Marelli potranno anche avere due culture politiche di diversa provenienza, ma ad unirci sono e saranno gli obiettivi che intendiamo raggiungere: un’amministrazione trasparente nel bilancio, una città che possa tornare ad un regime di legalità e istituzioni governate in maniera seria e meritocratica. Alfredo Marelli ha dimostrato queste qualità attraverso il lavoro svolto da VicePresidente della Provincia negli ultimi tre anni, i radicali lo dimostrano da sempre con la loro storia.
Concludo, quindi, invitando i Riformatori Liberali e Luca Cesana, in qualità di Presidente del gruppo, ad essere propositivi, a parlare di contenuti e a denunciare a chiare lettere, da radicali quali si firmano, per esempio il regime partitocratrico (è possibile mai che il centrodestra lecchese, il quale afferma sempre di essere vicino ai problemi dei cittadini, sia obbligato ogni volta a subire dei veri e propri diktat dalle segreterie regionali e nazionali dei partiti sulla scelta del candidato sindaco? è possibile che la logica del candidato sindaco sia questa, SEMPRE: dato che a Milano il candidato è di Forza Italia - Letizia Moratti-, la Lega avrà il suo contentino a Lecco e/o Varese? Ergo si capisce il motivo per cui Forza Italia, pur essendo primo partito, non ottiene mai un candidato sindaco!), oppure la lottizzazione, definibile più chiaramente come distribuzione preventiva delle poltrone (la logica che porta il centrodestra a stabilire, per evitare la crisi prima del voto, sindaco, vicesindaco e magari un pò di giunta), o ancora lo status di illegalità in cui sta affondando la nostra città dopo quasi quindici anni di governo CDL, coalizione con la quale gli RL hanno deciso di allearsi. Questa è la prima ed ultima volta che i Radicali Lecco e la RNP rispondono a inutili provocazioni da parte dei Riformatori Liberali. Un sincero augurio di buon lavoro.
Luca Perego
Segretario Radicali Lecco,
Coordinatore Rosa nel Pugno
Risposta alla Margherita
La Rosa nel Pugno risponde alle provocazioni della Margherita, durante la campagna elettorale per le politiche del 2006. Pubblicata da Il Giornale di Lecco.
In merito alla nota ufficiale della Direzione Provinciale della Margherita, la Rosa nel Pugno dichiara quanto segue:
“La Margherita stigmatizza la modalità di dissenso inaccettabile nell’ambito di una coalizione (in relazione alla decisione di Emma Bonino di alzarsi e lasciare il tavolo dell’Unione durante la stesura definitiva del programma di centrosinistra)?
Vorrà dire che la Rosa nel Pugno inviterà ad una delle prossime riunioni la Margherita con lo scopo di insegnarci come esprimere dissenso in modo civile ed educato. La RnP riteneva allora e ritiene oggi che le 281 pagine, qualcosa di molto simile ad una rubrica del telefono, di programma dell’Unione possano essere, poste in questo modo, controproducenti. I cittadini devono decidere chi votare in base al programma che viene proposto loro, la Margherita mi potrebbe indicare quale cittadino avrà la pazienza di leggere un programma elettorale di quasi 300 pagine? Per quanto riguarda, invece, i PACS, la Margherita dichiara che essi riguarderebbero “la sfera personale”: quale è la proposta dei dl di fronte al caso molto diffuso in cui uno dei componenti della coppia si trova in ospedale in gravi condizioni e alla persona amata non è permesso di stare vicino al proprio partner, solo perché non sposati?”
Dichiarazione di Luca Perego, coordinatore della Rosa nel Pugno, segretario di Radicali Lecco:
“La Margherita non ci insegni come essere liberali, lezioni di liberalismo possono essermi impartite da Locke, Mill e Bobbio, ma non da Rosy Bindi o Dario Franceschini. In merito alla scuola pubblica, noi siamo per la libertà di scelta e riteniamo che lo Stato non debba finanziare direttamente le scuole private in rispetto della Costituzione. I dl, invece di difendere la fermezza di Rutelli, si leggano la nostra fonte primaria (art. 33, comma 3: “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”)”
Mutilazioni genitali femminili
Da Il Giornale di Lecco di lunedì 23 gennaio 2006
Lunedì 30 gennaio 2006 alle ore 21.00, presso il Centro Sociale di Germanedo (sede del Consiglio di Zona n° 4) in via dell’Eremo, avrà luogo il dibattito sulle mutilazioni genitali femminili al quale parteciperanno Marian Ismail, Consulente del Ministero per le Pari Opportunità somalo e Lucio Berté, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Introduce: Luca Perego, segretario Radicali Lecco.
Dichiarazione di Luca Perego (Segretario Radicali Lecco) sulle mutilazioni genitali femminili:
quella delle mutilazioni genitali femminili resta un pratica insensibile e assassina, che non ha nulla a che fare con nessuna religione, Islam compreso, pur sentendo affermare molto spesso il contrario. Per sconfiggere un reato così grave nei confronti della donna, del suo corpo e della sua sessualità è necessaria, sia in Occidente che nei paesi asiatici ma soprattutto in quelli africani, una campagna d’informazione e di sensibilizzazione che possa far evolvere e accrescere in modo costante alcuni risultati positivi finora ottenuti. A tal proposito penso per esempio al Protocollo di Maputo, per il quale Emma Bonino ha svolto un ruolo fondamentale, e nel caso specifico italiano la legge approvata a dicembre che ammonisce penalmente tali pratiche.
I Assemblea Ordinaria Radicali Lecco
Pubblicato da La Gazzetta di Lecco del 21 gennaio 2006 e da Il Giornale di Lecco del 23 gennaio 2006
Sabato 14 gennaio 2006 si è tenuto il 1° Congresso dei Radicali Lecco presso la nuova sede in via Roma 78.
Il Congresso ha salutato con entusiasmo l’avvenuta costituzione del nuovo soggetto politico laico, socialista, liberale, radicale la “Rosa nel Pugno” nato dall’incontro tra SDI e Radicali Italiani. Ha approvato la sua scelta di allearsi con il centrosinistra per offrire, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, un’alternativa concreta al governo di questo Paese, aggregando quante più persone possibile sui progetti di laicità e modernizzazione.
I Radicali Lecco si impegnano a dar vita ad una mobilitazione che porti fisicamente la “Rosa nel Pugno” nelle piazze della città e della provincia, rendendosi altresì disponibili ad assumere impegni diretti di governo e invitano quanti si sentono davvero laici e liberali a diventare parte attiva di questo nuovo soggetto politico radical- socialista.
Il Congresso auspica infine il rilancio del Partito Radicale Transnazionale con le sue storiche battaglie di democrazia e libertà nel mondo.
Dopo aver approvato lo Statuto dei Radicali Lecco sono stati eletti: Presidente Vanda Panzeri; Segretario Luca Perego; Tesoriere Stefano Corti.
Per informazioni www.radicalilecco.org
I Radicali si separano
Pubblicato da Il Giornale di Lecco e dalla Gazzetta di Lecco del dicembre 2005
Data la decisione presa da parte di Luca Cesana, oramai ex Presidente dell’Associazione Radicali Lecco, di aderire ai Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova, i radicali che alle prossime politiche e amministrative si presenteranno con la Casa delle Libertà, auguro all’amico Luca, sia a livello nazionale, quale socio fondatore e membro della Direzione dei Riformatori Liberali, sia a livello locale, quale Presidente del club RL Lecco, di riuscire a seminare all’interno del centrodestra un vero seme liberale e liberista, purtroppo oggi totalmente assente, e presente in rare occasioni durante i cinque anni di governo Berlusconi. Dalla sponda opposta, noi di Radicali Italiani tenteremo di compiere la stessa operazione all’interno dell’Unione di centrosinistra, nella speranza di poter seriamente riformare un Paese, l’Italia, che necessita di una vera e propria liberalizzazione economico- istituzionale, di un rispetto e di un riconoscimento molto più ampio dei diritti civili e individuali, ma anche di un ritorno ad uno stato di legalità del regime.
Sono sicuro che, grazie al carattere combattivo e alla forte personalità, due caratteristiche che lo contraddistinguono, Luca farà del suo meglio affinché questa Grande Riforma Liberale possa, come minimo, essere ammessa nei dibattiti interni al centrodestra.
Se per ciò che concerne la politica nazionale Radicali Italiani e Riformatori Liberali porteranno avanti le stesse proposte all’interno di due coalizioni differenti, per tutto ciò che riguarda le battaglie al di fuori dei confini “italici” i due soggetti radicali si troveranno entrambi sotto l’ala del Partito Radicale Transnazionale Non Violento, così come Marco Pannella e Benedetto Della Vedova.
A nome di tutto il partito invito i Riformatori Liberali lecchesi a partecipare al I Congresso dei Radicali Lecco, che si terrà a metà gennaio.
Luca Perego
Segretario Radicali Lecco
Radicali Lecco rispondono a don Larmi
Articolo di risposta a don Larmi, il quale definì Marco Pannella parte di una "male radicale" in un articolo pubblicato da Merate On Line.
Una ventina di giorni fa è apparso un articolo su questo stesso giornale, nel quale don Larmi, della parrocchia di Sirtori, attaccava incivilmente i radicali e Marco Pannella. Da liberale dico che ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole, mentre umanamente le accuse di don Larmi provocano in me un certo fastidio. Essere insultati da un parroco di Santa Romana Chiesa non rappresenta certo una novità per noi radicali, oramai abituati a simili attacchi. Nell’articolo però si dice, tra le altre cose, che il parroco in questione ci avrebbe definiti “Male Radicale”. Ma caro don Larmi, spiacente di darle una delusione, in questi giorni il Male mi sembra si nasconda in altri dove, penso agli ambienti clericali, sotto le sottane dei preti pedofili in Brasile che scrivono diari sui rapporti sessuali avuti con giovani minorenni, oppure che ha da dire del Male di don Pierangelo Bertagna, il prete che, proprio pochi giorni fa, ha confessato di avere molestato sessualmente almeno 30 ragazzini in tutta Italia? Eppure lei preferisce prendersela con Marco Pannella, con il “Male Radicale”, con le battaglie di civiltà che da sempre questo partito porta avanti nel rispetto degli altri. Dice di disapprovare tutte le nostre politiche, quindi anche la nostra difesa nei confronti dei Montagnards cristiani in Vietnam, perseguitati, tuttora, dal regime nazional- comunista in carica? Disapprova anche la nostra cinquantennale battaglia per le libertà di culto, che ci vede protagonisti sul piano internazionale (penso per esempio a Falun Gong, di cui tutti, o quasi, sembrano essersi dimenticati)?
Il clero e la politica clericante continuano ad accusarci dei peggiori mali, sostenendo ad esempio che noi radicali siamo il diavolo e gli “altri” l’acqua santa, raggiungendo, in tal modo, un piano talmente insultante e odioso della discussione, da non farmi capacitare di come individui che si spacciano come rappresentanti, intermediari o testimoni di Dio in terra, possano poi arrivare a toni così poco cristiani e intolleranti. Don Larmi, inoltre, insulta Marco Pannella per gli scioperi della fame e della sete: ma cosa ne pensa del Gesù messo alla prova da Dio e lasciato solo nel deserto con le tentazioni del Maligno? Don Larmi, per favore, si rilegga più volte Matteo 4, 1-11: “in quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane”. Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo…”. Poi mi perdoni, ma chi è lei per stabilire chi può o non può digiunare, ma soprattutto chi è lei per delegittimare un metodo non violento e gandhiano (il satyagraha) di fare battaglie politiche? E sempre in merito al digiuno come mezzo per tentare di riportare il regime in uno status di legalità, mezzo da lei ferocemente attaccato, mi sa dire chi propose “un digiuno per la pace” per il 5 marzo 2003? Giovanni Paolo II, il Papa che tutti citano in continuazione, ma nessuno ha mai seriamente voluto ascoltare. Penso, ad esempio, alla richiesta di amnistia che Giovanni Paolo II pronunciò durante il giubileo nel 2000 e che ripropose nella sua visita al Parlamento italiano, in presenza di una platea di onorevoli che lo applaudirono, ma che l’attimo seguente finsero di non aver mai sentito la sua richiesta. Dove sono, sempre a tal proposito, i nostri ipocriti membri del “fan club for Karol”, i vari Casini, Mastella, Giovanardi, Buttiglione, Franceschini, per non parlare dei neoconvertiti alla Rutelli?
Per concludere, vorrei lanciare a don Larmi un invito e una provocazione: l’invito è di smetterla di pronunciare editti contro noi radicali durante le prediche o sulla rivista pastorale, dato che così facendo non fa altro che farci un favore, accendendo su di noi i riflettori, cosa a cui lei sembra essere contrario; la provocazione sta, invece, nel proporle di unirsi a noi nella battaglia per il superamento del Concordato tra Stato e Chiesa e l’abrogazione dei privilegi, quali l’8xMille, in modo da potersi candidare in futuro contro i radicali e le loro battaglie.
Luca Perego
Segretario Radicali Lecco
La delusione referendaria
Intrvento- articolo post referendum (12 e 13 giuno, legge 40) richiesto e pubblicato da La Gazzetta di Lecco
Delusione, molta delusione. Questo è ciò che provo a causa del fallimento referendario di pochi giorni fa. Domenica e lunedì hanno vinto le forze illiberali e antidemocratiche del nostro Paese, hanno vinto gli assolutisti (e lo dico da relativista convinto dato che oggi questo concetto sta diventando un sinonimo di peccato qui da noi, anche da parte di popperiani convinti come il Presidente del Senato Pera), hanno vinto le forze che vorrebbero imporre a tutti noi una visione dogmatica della vita e dell’esistenza e uno Stato etico- confessionale piuttosto che laico, moderno e in cui vige una netta separazione tra Stato e Chiesa. Hanno vinto attraverso una campagna diffamatoria e di disinformatja accompagnata da vero e proprio terrorismo psicologico (parlando per esempio di eugenetica, di uteri in affitto e creazione di Frankenstein), piena di menzogne e “furbate”, a partire dalla decisione di battersi per l’astensione così da ottenere attraverso il non raggiungimento del quorum il fallimento del referendum (il quorum fu previsto dai padri costituenti nella Costituzione del 1948 per evitare che fossero presentati, in un paese appena uscito dalla seconda guerra mondiale e dal ventennio fascista, referendum “pericolosi” al fine della stabilità del Paese e del processo di democratizzazione). Non mi facciano ridere l’On. Volontè e il Presidente del Consiglio Berlusconi, che parlano di 75% della popolazione dalla loro parte, sappiamo tutti molto bene, e loro meglio di noi, che in quella percentuale, oltre agli astensionisti fisiologici pari al 35% e ai cattolici pressati in continuazione nelle 25.000 parrocchie d’Italia, vi è un’ulteriore percentuale di persone che non si sono recate a votare per l’effetto di paura creato dal terrorismo psicologico- menzoniero di cui parlavo prima, e per via di una larga fetta di cittadini, soprattutto giovani, che non credono più nella politica e nelle istituzioni.
I referendari hanno perso questa battaglia, la legge 40 resterà in vigore cosi com’è, almeno per ora, e questo significa che guarderemo dalla finestra la possibile evoluzione della ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali nel resto del mondo e saluteremo da una stazione o da un aeroporto le coppie che si vorranno sottoporre alla fecondazione medicalmente assistita all’estero per avere maggiori garanzie di successo, ma soprattutto una maggiore tutela per la salute della donna. Una decina di parlamentari, a soli cinque giorni dal voto, hanno dichiarato che è giunta l’ora di rivedere la legge 194 sull’aborto, confermando il timore dei promotori del referendum. La nostra battaglia civile e non violenta non si fermerà, purtroppo temo non si fermerà nemmeno l’ondata vaticano- talebana che ha invaso il nostro Parlamento e le nostre istituzioni.
Luca Perego
Segretario Radicali Lecco
Un appello a Forza Italia
Pubblicato da La Grazzetta di Lecco del 7 maggio 2005 e da Il Giornale di Lecco del 9 maggio 2005
Apprendiamo da fonti giornalistiche che ieri (3 maggio) si sarebbe incontrata la componente laica di Forza Italia, in attesa della riunione del direttivo che si svolgerà all’inizio della prossima settimana per discutere di elezioni, passate e future.
Immaginiamo che tra le scadenze elettorali oggetto del dibattito, ci sia stata e ci sarà anche quella concernente la prossima, ravvicinata quanto importante, del 12 e 13 giugno, in cui il popolo sovrano sarà chiamato ad esprimersi sui referendum sulla procreazione assistita.
Vorremmo quindi rivolgere un caldo ed accorato appello ai dirigenti di Forza Italia, e, in particolare, alla componente laica di cui sopra, per una presa di posizione pubblica e chiara in favore della partecipazione al voto referendario e di un invito a votare 4 Sì il 12 e 13 giugno.
Ci permettiamo di ricordare agli amici “azzurri” che già autorevoli esponenti del Governo Berlusconi (Stefania Prestigiacomo e oggi stesso, in un’ottima intervista al Corriere, Antonio Martino), nonché numerosi parlamentari di Forza Italia (tra i quali ci piace ricordare Dario Rivolta, Alfredo Biondi e Antonio Del Pennino), oltre a due partiti di maggioranza (Nuovo Psi e Partito Repubblicano di La Malfa), si sono espressi in tal senso.
Restiamo in attesa di una cortese risposta alla nostra sollecitazione, dichiarandoci fin d’ora disponibili ad un incontro per discutere della questione.
Inutile aggiungere che, per quanto ci riguarda, il tema referendario non è per nulla disgiunto dalle decisioni che assumeremo in vista delle prossime elezioni comunali.
Luca Cesana – presidente “Radicali Lecco”
Luca Perego – segretario “Radicali Lecco”
Comunicato stampa post elezioni regionali
Pubblicato da La Gazzetta di Lecco del 9 aprile 2005
In seguito ai risultati delle elezioni regionali 2005 di domenica e lunedì, riteniamo necessario poter trarre alcune ovvie conclusioni: la nettissima vittoria dell’Unione sulla Casa delle Libertà e in particolar modo su Forza Italia passata da un consenso pari al 25% ad un minimo storico pari al 18%, non fa altro che dimostrare la fallimentare politica illiberale e antidemocratica tanto cara ai clerico- fascisti. Berlusconi paga, attraverso uno schiacciante 11 a 2, il costo per aver ceduto ai veti della Lega e dell’UDC nelle politiche di governo e nella decisione di escludere i radicali dalla coalizione di centro- destra per le regionali del 3- 4 aprile. È giunta l’ora infatti che Berlusconi comprenda che cedere così facilmente ai ricatti della Lega, attraverso e anche grazie il filo leghista Vice Presidente di Forza Italia Giulio Forza Polenta Tremonti, non solo scontenta gli alleati stessi della Casa delle Libertà , ma allontana tutti quegli elettori che desiderano una seria riforma dell’economia, della giustizia e delle istituzioni in senso moderno, liberale e democratico, tutti coloro cioè che nel 1994 si convinsero di essere testimoni della nascita di un partito liberale di massa pronto a formare una coalizione con altre grandi forze democratiche e liberali come da sempre sono i radicali.
Ma ad aver perso domenica e lunedì non è soltanto Berlusconi, ad aver perso è la politica clericale, pronta sempre e comunque ad inchinarsi di fronte al volere del Cardinal Camillo Ruini (Presidente della Cei), ad aver perso è tutto il fronte favorevole alla legge 40, lo stesso fronte talebano che oggi chiede l’astensionismo e lo stesso fronte antiliberale, antidemocratico e antimoderno che sta facendo pressioni sul Ministro dell’Interno Pisanu e sul Presidente del Consiglio affinché la data del referendum venga fissata oltre il 29 maggio, e quindi o durante il maxi ponte del 5 giugno o la domenica successiva, il 15 giugno, quando gli italiani sono al mare. On. Berlusconi, non commetta un così madornale errore, non si faccia nuovamente influenzare dalle forze clericali, da quelle forze che sono per l’astensionismo e che temono il quorum, che equivale ad una scelta democratica e legittima dei cittadini su materie, come la fecondazione medicalmente assistita e la libertà di ricerca scientifica, che riguardano esclusivamente la coscienza individuale di ognuno di noi. Non commetta lo stesso errore del governo Prodi- Napoletano nel ’97. Per concludere è nostro interesse evidenziare anche chi invece, ha vinto durante quest’ultima tornata elettorale: ebbene ha vinto il fronte del sì, hanno vinto i partiti, ad eccezione di alcune singole personalità, che sono per l’abbattimento della legge 40. Hanno vinto quei candidati presidenti dichiaratamente favorevoli all’ospitalità dei radicali come Mercedes Bresso in Piemonte o Ottaviano del Turco in Umbria, a perdere è invece Francesco Storace, candidato sostenuto ufficiosamente dal Cardinal Ruini in persona.
Per questo noi radicali continueremo a batterci per un “sì alla libertà di scelta e un netto no ad un’etica di stato”.
Luca Cesana
Presidente Radicali Lecco
Luca Perego
Segretario Radicali Lecco
Si è ricostituita l'Associazione Radicali Lecco
LUCA PEREGO NOMINATO COORDINATORE
PRIMO OBIETTIVO LA DIFESA DEI REFERENDUM SULLA LEGGE 40
Pubblicato da Il Giornale di Lecco e la Gazzetta di Lecco del dicembre 2004
Si è svolta nei giorni scorsi una riunione fra iscritti, militanti e simpatizzanti radicali di Lecco.
Dopo un’ampia discussione, è stato deciso di ricostituire l’Associazione Radicale di Lecco, per rilanciare l’iniziativa militante in tutta la provincia, a sostegno della lotta per i diritti civili, la laicità dello Stato e la riforma liberale delle istituzioni, dell’economia e della giustizia. L’associazione aderisce a Radicali italiani e al Partito Radicale Transnazionale.
Come primo obiettivo, si è deciso di promuovere al più presto la costituzione di un comitato per la difesa dei referendum contro l’oscurantista Legge 40 che limita la fecondazione assistita e la ricerca scientifica in Italia; questo comitato sarà aperto a tutte le forze che hanno sostenuto la raccolta delle firme nei mesi scorsi.
Alla riunione hanno partecipato sia nuovi militanti, avvicinatisi durante la campagna referendaria, sia “storici” esponenti radicali di Lecco come Wanda Panzeri, Luca Cesana (già assessore al Comune di Lecco), Alberto Consonni ed Elena Scolari.
Luca Perego, 22 anni, studente di Scienze politiche, già coordinatore provinciale dei giovani di Forza Italia, è stato provvisoriamente nominato all’unanimità coordinatore dell’associazione.
“Forza Italia mi ha deluso – ha dichiarato Perego – Questo partito ha perduto l’originaria ispirazione liberale, per dare vita a tutti gli antichi vizi della politica italiana: trasformismo, clericalismo, clientelismo e occupazione del potere. Viceversa i radicali rappresentano gli autentici difensori della laicità dello Stato, della cultura liberale e dei valori della società aperta. Sono certo che qui troveranno spazio tanti giovani che, come me, credono nella nobiltà della politica e nell’impegno civile”.
Alla riunione ha partecipato anche Alessandro Litta Modignani, capogruppo dei Radicali nel Consiglio regionale della Lombardia.
“L’adesione al Partito radicale di giovani come Luca Perego – ha dichiarato Litta – insieme a quella di imprenditori, professionisti e cittadini di estrazione liberale, è un segnale importante, che indica nei Radicali – a Lecco come in tutta Italia – l’autentica alternativa al falso bipolarismo e al degrado della politica”.
Nel gennaio prossimo i radicali organizzeranno a Lecco una manifestazione pubblica e il congresso ufficiale dell’associazione, per la formalizzazione degli incarichi e delle responsabilità statutarie.






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